Biography

Biografia

Paola Daniele nasce a Cosenza il 07 novembre 1976.

Si forma come danzatrice contemporanea, tecnica Nikolais, e si perfeziona attraverso master e seminari con maestri e coreografi, tra i quali Raffaella Giordano, Alain Platel, Domique e Francoise Dupuy, Eugenio Barba. Studia tecniche di emissione vocale con Chiara Guidi, Societas Raffaello Sanzio in Italia, e con Enrique Pardo e Linda Wise, al Centro Roy Hart Theatre Internazional in Francia. Dal 2010 vive e lavora a Parigi ed è autrice di progetti di teatro-danza, performance ed arti visive. Attratta ed ispirata dall’universo femminile, affascinata dal corpo umano e dalle sue molteplici identità e declinazioni, dal 2013 conduce una ricerca sul sangue delle donne. Fonda, nel 2014, il collettivo Hic Est Sanguis Meus – Questo è il mio sangue, manifesto femminista, riunendo artisti eterogenei e di diverse nazionalità che operano sul – e ispirati dal – tema del sangue mestruale. I suoi atti performativi sono delle violenze d’amore come scrive il critico Massimo Schiavoni: “Esporre vuol dire mettere in mostra, offrire alla vista ma anche far correre un rischio e, non per ultimo, commentare, interpretare. Qui il corpo è oggetto di tutti questi significati essendo in prima persona dato nella sua originalità, nella sua bontà e vulnerabilità, nella sua immensa comunicabilità. Paola Daniele esibisce un fisico performante come esposizione di una nudità naturale e simbolica. Portatrice di una sessualità organica-corporale di grande impatto visivo, va a toccare corde intime e profane nello stesso tempo … ci mostra una sorta di rito d’inizializzazione ampliato, espanso, come se dal suo stesso sangue nasca l’energia purificatrice che sintetizza in sé due aspetti: quello protettivo-salvifico e quello terrifico. Aspetti propri della vita che, tramite una nudità “sporcata” dal rosso sangue, partorisce un’empatia amorosa, appassionata, quasi erotica, accentuata dal colore che significa pericolo, violenza ma anche la forza e il coraggio di Marte”.

E’ annoverata tra i 26 artisti (uno per ogni lettera dell’alfabeto) contemporanei più underground residenti in Francia, il suo “ritratto”, alla lettera “S” come sangue è nell’ Encyclopédie Pratique des mauvais genres de Céline Du Chéné, un progetto di France Culture, Editions Nada, uscito il 12 ottobre 2017.

Il suo lavoro è presentato nell’antologia dedicata alle arti performative in Italia, Performance Project #Complici di una scena presente, Sigismundus, Ascoli Piceno, 2016, di Massimo Schiavoni. Paola

Daniele collabora con vari collettivi di artisti, a Londra pubblica per la rivista di femminismo radicale Hysteria, a Parigi scrive per Terrain vague, rivista borderline che investiga gli interstizi del genere, del femminismo e dell’arte contemporanea, a Madrid collabora con il collettivo femminista Sangre Fucsia, fanzine sonora di Agora Sol Radio, a Berlino collabora con la sessuologa Catarina Brazao ed artisti che operano negli ambienti femministi.

E’ ospite nelle trasmissioni radiofoniche di France Culture, Mauvais Genres (maggio 2016) e LDS, serie di documentari di France Culture « Rouge comme les règles » (Rosso come le mestruazioni, ottobre 2017) e nella trasmissione svizzera Le sang des règles éternel tabou ? (Il sangue mestruale : eterno tabù ?) di RTS Vacarme (giugno 2016). Espone con il collettivo Hic est sanguis meus e presenta le sue performance a Parigi (Galleria 59Rivoli, agosto 2014), a Roma (Rialto, dicembre 2014), a Berlino (Artistania, Neukolln, maggio 2015), a Morano Calabro – CS (mostra e residenza creativa, agosto 2015), a Napoli (Scugnizzo Liberato, marzo 2016), a Parigi (La Capela, gennaio 2017). Espone per la mostra collettiva Intimenta, un’idea di Paul-Armand Gette, a Lille (maggio 2015) ed a Marsiglia (novembre 2015). Presenta le sue coreografie e performance in vari festival, tra i quali Jerk-Off, festival di culture alternative e queer (Parigi, settembre 2016), Listasumar, Akureyri, Islanda (agosto 2017), TSU Institute of Classical, Byzantine and Modern Greek Studies, Tbilisi, Georgia (settembre 2017). Nel 2017 ottiene un master di secondo livello con menzione « très bien » in letteratura, arte e pensiero contemporaneo presso l’Università Paris 7 – Paris Diderot, con la tesi di laurea Hic est sanguis meus, Prolegomène à une étude anthropologique sur le sang des femmes, uno studio antropologico sul sangue delle donne.

Biografia essenziale

Paola Daniele, coreografa e artista, conserva gelosamente, per le sue performance, il suo sangue mestruale nel congelatore. Ha tre principali ossessioni: gli abiti da sposa, l’anatomia delle bambole ed il sangue che esplora attraverso la sua creazione artistica e grazie al collettivo Hic Est Sanguis Meus – Questo è il mio sangue che ha riunito a Parigi nel 2014. Si interroga sul perché dello statuto ambivalente del sangue nell’immaginario collettivo. Dal 2013 tiene un diario mestruale su dolceredenzione.com.

Corpo esposto, critica di Massimo Schiavoni

Esporre vuol dire mettere in mostra, offrire alla vista ma anche far correre un rischio e, non per ultimo, commentare, interpretare. Qui il corpo è oggetto di tutti questi significati essendo in prima persona dato nella sua originalità, nella sua bontà e vulnerabilità, nella sua immensa comunicabilità. Paola Daniele esibisce un fisico performante come esposizione di una nudità naturale e simbolica. Portatrice di una sessualità organica-corporale di grande impatto visivo, va a toccare corde intime e profane nello stesso tempo, dove, sulla scorta di Canevacci Ribeiro, gli attrattori sono sensazioni di una fisicità intra-spaziale. Se l’immagine del corpo è la rappresentazione che il soggetto fa del suo corpo – come sostiene Le Breton – il performer qui va al di là della forma e del contenuto,mostrandoci l’altra componente necessaria oltre il sapere: il valore, inteso come “interiorizzazione del giudizio sociale che grava sugli attributi fisici che lo caratterizzano”1.Paola ci mostra una sorta di rito d’inizializzazione ampliato, espanso, come se dal suo stesso sangue nasca l’energia purificatrice che sintetizza in sé due aspetti: quello protettivo-salvifico e quello terrifico. Aspetti propri della vita che, tramite una nudità “sporcata” dal rosso sangue, partorisce un’empatia amorosa, appassionata, quasi erotica, accentuata dal colore che significa pericolo, violenza ma anche la forza e il coraggio di Marte. L’azione performante, in termini indiani, ha un mudra e un rasa che si rincorrono senza mai prendersi, dove la comunicazione non verbale e l’emozione estetica-psicologica hanno un unico punto di contatto nell’apparato sessuale come chiave della propria vita, essendo “l’ espressione dell’esistenza, nel senso che esprime il modo con cui l’esistenza si relaziona ai corpi e al mondo”2. Se il corpo abita le modalità d’esistenza fino alla malattia e alla menomazione – come sostiene Galimberti – ed è per Sartre l’oggetto psichico per eccellenza, Paola si espone su entrambi i sensi perché è la vita stessa che esibisce e la mente che la abita. Possiamo definire quest’atto performativo una violenza d’amore nel momento in cui siamo di fronte alla “messa in opera di una forza che rimane estranea al sistema dinamico o energetico nel quale interviene”3 dove il tutto è fagocitato dal cruor, cioè dal sangue versato e dalla rosa/spina. L’unità funzionale tanto cara a Radcliffe-Brown qui è ben documentata, è adeguata nel suo eccesso d’animo, è un rituale metaforico “di corteggiamento” fra l’essere umano inteso come animale e la morte che sarà trasfigurata a vita attraverso l’amore. È un rito di aggregazione per dirla alla Van Gennep, che non trasforma ma assimila tutto e – attraverso un modus operandi riconducibile alla body art e all’happening del dopoguerra – indicizza tramite il concreto una danza della fertilità vivificante (pesce) che però punta il dito contro la stupidità. Atto che ingrandisce, che pone su un piedistallo movimento e sentimento; un’arena culturale dove Paola si sente a suo agio come le api nel miele, e il suo archetipo personale è trasmesso con il modo naturale della sua cultura post-meridionale. E allora, se il mondo è palcoscenico come sostiene Goffman, esiste una forza quotidiana come rappresentazione del sé in un corpo esposto ma protetto, salvato, rinato.

1 David Le Breton, Antropologia del corpo e modernità, Giuffrè Editore, Milano, 2007.

2 Umberto Galimberti, Il corpo, Feltrinelli, Milano, 2010.

3 Jean-Luc Nancy, Tre saggi sull’immagine, Cronopio, Napoli, 2007.

Biography

Paola Daniele born in Cosenza (South of Italy) November 7th 1976.

She trained as a contemporary dancer, Nikolais technique, and is perfected through master classes and seminars with various teachers and choreographers, including Raffaella Giordano, Alain Platel, Domique and Francoise Dupuy, Eugenio Barba. He studied vocal emission techniques with Chiara Guidi, Societas Raffaello Sanzio in Italy, and with Enrique Pardo and Linda Wise, the Centre Roy Hart Theatre International in France.

Since 2010 she lives in Paris and is the author of dance-theater projects, performances and visual art works.

Attracted and inspired by the feminine universe, fascinated by the human body and its multiple identities , from 2013 conducts research on women’s blood. She founded the collective Hic Est Sanguis Meus – This is my blood, feminist manifesto – bringing together diverse artists of different nationalities who work on – and inspired by – the theme of the menstrual blood. His performative acts are violence of love, writes the critical Massimo Schiavoni: “Paola Daniele performs a powerful physical exposure as a natural and symbolic nakedness. Bearer of an organic-physical sexuality with great visual impact, it touches intimate chords and secular at the same time … it shows a kind of initialization ritual expanded, expanded, as if by his own blood arises the purifying energy which summarizes two aspects: the protective-saving and the terrifying. Aspects of their life, through a nudity “soiled” by the blood-red, gives birth to loving empathy, passionate, almost erotic, accentuated by the color that means danger and violence but also the strength and courage of Mars “.

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